Pubblicato il giorno Sabato 14 Agosto 2010 alle 11:05:04
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Lavoro e sviluppo, due questioni inscindibili.
Senza sviluppo non c’è lavoro e viceversa.
Sviluppo vuol dire crescita, crescita vuol dire investire, investire vuol dire rischiare.
Il lavoro nasce da un rischio.
Non nasce per caso ed , una volta nato, non si mantiene in eterno, va sostenuto.
L’impresa è un rischio ed il lavoro non è mai certo.
Una società moderna, d’altro canto, deve organizzarsi per rendere l’impresa meno rischiosa ed il lavoro più certo, più garantito, pena il degrado e l’impoverimento.
Per ottenere questo, al centro di tutto c’è l’uomo, l’individuo, i suoi valori, le sue regole.
Valori rispettosi dell’individuo si riflettono nell’impresa, nel lavoro, nella società. Attraverso comportamenti, regole, regole di garanzia.
Queste regole , oggi, sono spesso calpestate perchè hanno preso il sopravvento valori negativi, quali l’affarismo, l’egoismo, la speculazione. La morale dominante è guidata, oggi, dall’interesse personale, dal tornaconto individuale.
Una società così regolata non ha sviluppo, non ha lavoro, non ha futuro.
La prima cosa da fare, quindi, è combattere questa cultura, spazzarla via.
Dopodichè, occorre pensare a cosa fare in concreto per sviluppare l’ economia, per sostenere le imprese esistenti, per aiutare la nascita di nuove.
Il lavoro, quello serio, quello vero, viene di conseguenza.
Cagliari è città capoluogo, quindi centro di servizi per l’intera regione. Fare impresa a Cagliari significa pensare, almeno, all’intera regione.
Ecco,allora, alcune idee.
Sostenere le imprese già esistenti.
Le imprese già esistenti vanno sostenute rafforzando/costruendo un tessuto sociale favorevole: oggi non è così. Un tessuto che le aiuti a competere nel mercato: pubblica amministrazione efficiente, infrastrutture moderne, costi dei servizi base competitivi, disponibilità di competenze adeguate nel territorio.
Su tutti questi punti, a Cagliari, c’è molto da lavorare e deve diventare una priorità, la priorità.
Un Comune che da anni non è in grado di decidere su una questione semplice come lo Stadio, o sul Molo Ichnusa etc etc. è un Comune immobile, inefficiente, non aiuta l’impresa.
Un Comune che, pur avendo una dimensione ottimale (150/170 mila abitanti) riesce a produrre ingorghi e rallentamenti incredibili del traffico cittadino, così come avviene ogni giorno , è un Comune con carenze gravi di infrastrutture (leggi metropolitana leggera o mobilità in genere); lo stesso dicasi per l’area portuale, come per il mancato utlizzo delle tecnologie della informazione nelle più svariate applicazioni infrastrutturali (..traffico, sicurezza, sanità, comunicazioni, scuola, intrattenimento...). Un Comune inefficiente. Un Comune che, a causa di queste inefficienze, costa caro al cittadino, ...vedi costi della nettezza urbana, costi della mobilità, etc etc.
Un Comune che, alla fine, per pagare quelle inefficienze, si trova con poche risorse da dedicare agli investimenti,allo sviluppo, alle infrastrutture.
Aiutare la nascita di nuove imprese.
La debolezza della classe imprenditoriale è uno dei nodi storici della Sardegna ed in particolare di Cagliari. Cagliari, sempre governata da una borghesia assistita e conservatrice, non ha saputo sviluppare , nel tempo, potenzialità pure presenti nel suo territorio e nella sua cultura. Si è fatta incantare da messaggi tanto roboanti quanto vuoti e velleitari.
Turismo, agroalimentare, artigianato, energia e nuove tecnologie sono, tuttavia terreni ancora con grandi potenzialità, che possono diventare un volano intorno al quale impostare il lancio dinuove imprese, di nuove iniziative, di nuovo lavoro.
Occorre investire: investire nel porto turistico per sviluppare turismo, nel porto canale per sviluppare impresa . Occorre puntarenella produzione di energia verde , sulle attività artigianali, nelle quali abbiamo importanti tradizioni.
Nel solo porto canale, rilanciando una battaglia in campo da tempo, possono svilupparsi tutte queste opportunità, richiamando investimenti ed iniziative specifiche.
Si pensi, per esempio, alla produzione di energia fotovoltaica o eolica (nelle dovute aree e nel rispetto delle leggi e della trasparenza), oppure allo sviluppo di attività legate al transhipment che aggiungano valore alle merci in transito, se il porto fosse messo in grado di offrire servizi competitivi.
Si pensi al polo sulla Information Tecnology, ancora oggial palo, ma anch’esso di grande spessore e forti potenzialità.
Sostenere la ricerca,la formazione.
Cagliari è sede universitaria e sede di un centro di ricerche, Sardegna ricerche, nato internazionale ma diventato ormai sempre più locale.
Bisogna rilanciare. Spezzare questo declino, questa visione al ribasso e puntare sulla conoscenza e sulla ricerca, di base ed applicata ;ritornare alla natura internazionale di Sardegna ricerche, sviluppandonegli scambi, liberandola dall’isolamento attuale, anche fisico, uscendo dal provincialismo passivo ed improduttivo
Ancora, investiredi più nel popolo degli studenti universitari, aiutandone la permanenza e l’integrazione con la città.
Discussione
Lavoro e Sviluppo: alcune idee per Cagliari(
Salvatore Virdis 14-08-2010 11:05:04)